52^ Festival della Valle d’Itria…

…e prima sia!
Mancano poche ore ormai e… la 52esima edizione del Festival della Valle d’Itria salperà…
Mediterraneo il tema scelto per quest’anno, ma è nei sottotitoli, a mio avviso, il cuore del messaggio che il pubblico dovrà cogliere e far proprio.
“Culla del mito, crocevia di culture, mare che accoglie”.
Già la conferenza stampa tenutasi il 9 luglio scorso, in una Bari calda e assolata, ha consentito ai presenti di entrare nel vivo dello spirito che anima quest’ultima edizione.
A tal proposito il Presidente Michele Punzi, nel suo intervento, si è così espresso: “…e noi, che portiamo avanti questo progetto, siamo pronti a offrire un’esperienza che non tradisce la tradizione di questo Festival, fatta di ricerca, di proposizione dell’“inconsueto” e del “desueto”, attraverso nuove produzioni ed esecuzioni uniche”.
In un periodo storico nel quale sono forti le tentazioni, e le sollecitazioni, a rendere più “commerciale” la proposta artistica, il Festival della Valle d’Itria, ostinato come sanno esserlo gli abitanti di questo angolo di Puglia, non ha intenzione di deviare dalla propria strada, assumendosi un rischio culturale e non accondiscendendo alla presunta esigenza di piacere a tutti.
A Martina Franca continuiamo a essere convinti, e in questo senso operiamo, che l’atmosfera “festivaliera” non debba per forza deviare verso rappresentazioni di mero intrattenimento, ma, al contrario, la leggerezza delle serate estive passate in collina possa coesistere, e anzi coincidere, con operazioni culturali atte a suscitare l’interesse, la curiosità e la crescita di appassionati e nuovi pubblici.”

Nuovi e numerosi, se è vero, come è vero, che molti spettacoli risultano già essere sould out.
L’assessore alle attività culturali del comune di Martina Franca, il prof. Carlo Dilonardo, ha sottolineato come il Festival continua sulla scia degli insegnamenti del suo fondatore Paolo Grassi. In Orbita, spettacoli per le contrade, è il teatro che va incontro al pubblico, è quello che Grassi ha sempre auspicato, è ciò che il Festival da qualche anno gratuitamente propone accanto alla programmazione sul cartellone.
Queste proposte in itinere anticipano l’inizio del Festival e fanno da viatico per l’apertura, simbolica, del sipario che questa sera vedrà in scena un dittico formato da Pulcinella di Igor Stravinskij e La favola di Orfeo di Alfredo Casella. Due lavori in un atto unico che reinterpretano il mito e la tradizione classica in chiave novecentesca e che ci porta alle radici della nostra cultura.
Pulcinella “balletto con canto in un atto” del 1920, venne composto da Stravinskij su commissione di Sergej Diaghilev per i Balletti russi, prendendo spunto dalle maschere della tradizione mediterranea e la musica di Pergolesi e del Settecento napoletano. La favola di Orfeo, di più rara esecuzione, è un’opera da camera in un atto, scritta da Casella nel 1932 su libretto di Corrado Pavolini dalla Fabula di Orfeo di Poliziano in cui si ripercorre il mito del cantore tracio, poeta tra i poeti che scende nell’Ade per tentare di riportare in vita la sua amata Euridice.


Come da tradizione ormai ci sarà il pubblico delle grandi occasioni, gli appassionati che raggiungono Martina Franca da ogni parte del mondo e i giovani che sempre più si avvicinano al mondo della lirica come aveva sempre desiderato avvenisse il mai dimenticato presidente Franco Punzi.
Prendete posto, spegnete i cellulari e lasciatevi cullare dalle note tra le onde del Mediterraneo…



