52° Festival della Valle d’Itria:
dall’antico al presente…verso il futuro!

Con la quarta replica della Carmen si è chiusa la 52esima edizione del Festival della Valle d’Itria. Una chiusura col botto, una messa in scena strepitosa, un’opera che ha entusiasmato tutto il pubblico.
Il maestro Fabio Luisi, per la prima volta alle prese con la Carmen, ha magistralmente diretto un’orchestra di eccellenti maestri. Sul palco tutti i protagonisti, dai grandi al piccolo coro dei monelli hanno espresso al meglio le loro capacità canore e interpretative.
Quattro serate, quattro sold out. Quattro successi!
Biset morì tre mesi dopo la prima messa in scena della sua meravigliosa opera, non potette gioire del successo, al contrario fu testimone di “un debutto assai freddo, condizionato da un clima decisamente avverso alla sua opera”. In realtà, come da tradizione, quella in scena a Martina Franca è una prima mondiale, è la versione datata 1874 che i francesi non ascoltarono mai.

ph Cinzia Coppolecchia
Il Festival della Valle d’Itria ha calorosamente accolto l’opera, un pubblico attento e rapito non ha assolutamente avvertito la lunghezza dei quattro atti e lo ha dimostrato tributando un lunghissimo e sentito applauso
Altro successo da annoverare insieme a “Il schiavo di sua moglie”.
Opera dal titolo un po’ sgrammaticato, ma dal contenuto leggero e decisamente straordinario. Sulla scena prende vita, sembra materializzarsi il potere dell’Amore, un amore intricato, appassionato e travolgente. L’opera, presentata e descritta come un insieme di “Arie brillanti, duetti, arie di sdegno e di battaglia, con giovani coppie di amanti che danno vita a una divertente trama di traffici amorosi e inganni, con le impavide guerriere qui trasformate in languide cortigiane innamorate”. E queste arie, questi intrecci, queste battaglie di guerra e d’amore hanno intrattenuto il pubblico per centoventi minuti, con due piccoli intervalli di cinque minuti, necessari per permettere alla straordinaria orchestra, diretta dal bravissimo maestro Antonio Florio, di accordare gli strumenti dai quali si diffondeva una musica sublime, avvincente e accattivante. Magistrale l’interpretazione di Liliana Zolotoukhina, nel ruolo di Menalippa, lei, come molti degli interpreti di quest’opera, artista dell’Accademia del Belcanto “Rodolfo Celletti” di Martina Franca. Le parti buffe dell’opera hanno donato quel tocco di leggerezza, che ha permesso di apprezzare ancora di più il contenuto, divertendo il pubblico senza mai cadere nel grottesco. Bravissimi tutti gli interpreti, tra loro ci piace ricordare Valerio Ilardo, allievo anch’egli dell’Accademia di Belcanto “Rodolfo Celletti”.

La scenografia richiamava il Barocco, periodo nella quale l’opera è stata scritta e composta. La regia porta la firma della bravissima Rita Cosentino.
Opera, musiche, realizzazione e interpretazione straordinaria, da meritare una cornice più grande e un pubblico più numeroso di quello che poteva ospitare il chiostro del Carmine. Un’opera e soprattutto una trasposizione scenica, degna di Palazzo Ducale, e perché no, all’altezza di aprire questa 52a edizione del Festival della Valle d’Itria, accogliere e accompagnare il gran pubblico della Prima!
Come accade ogni anno, per alcuni giorni dopo il termine del Festival ci si ritrova ancora a ricordare e commentare, a esprimere le emozioni provate, a canticchiare alcune arie. Ad apprezzare i concerti…quello sinfonico quest’anno univa l’antico al presente e noi prendiamo questo filo, lo teniamo stretto, in attesa del futuro 53esimo Festival della Valle d’Itria.


